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I Fratelli Graziano tra “Guerrieri del merito” di “Meritofobia. No Thanks!”

La storia del caseificio dei fratelli Graziano approda in libreria. Filippo, Giovanni e Teresa sono stati ribattezzati “guerrieri del merito” nel volume “Meritofobia. No Thanks”, insieme ad altri siciliani che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e riappropriarsi del proprio futuro.

Le autrici, Elita Schillaci, ordinario di “Imprenditorialità, Nuove Imprese e Business Planning“ nel dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania, e Assia La Rosa, giornalista e fondatrice di dell’agenzia di comunicazione I-Press, hanno fatto del merito la loro filosofia di vita e di lavoro.

Per questo motivo, hanno deciso di raccogliere racconti, stimolare riflessioni, fornire stimoli sulle catene del demerito da un lato e sulla forza dirompente del merito dall’altro, attraverso i protagonisti di storie – i “guerrieri del merito”, appunto – accomunate da un unico fil rouge: la smania di riuscita, la voglia di investire, la lucida follia di credere (ancora) nel futuro.10175989_242560862601749_2531918243344831148_n

Eataly-Logo

Un nuovo Eataly nel sud Italia?

Cronache di gusto annuncia una gustosa anteprima:

Un Eataly a Catania.

Oscar Farinetti è deciso. Dopo la lunga sequenza di aperture in giro per il mondo, Eataly sbarcherà ancora al Sud. Se ne parlerà tra un paio di anni, la sede non c’è ancora. C’è solo una grande volontà. “Catania mi piace da matti. È ideale per il cibo, per quello che facciamo. Lì farò il secondo Eataly del Sud Italia, dopo quello di Bari. Ma ci vorrà del tempo”, dice l’imprenditore. E la ragione è presto spiegata. In questo 2014 sono previste aperture di Eataly a Piacenza, Forlì e Trieste. Poi quelle più impegnative di Mosca e San Paolo in Brasile. Poi c’è un calendario fitto di altre aperture nel 2015 e agli inizi del 2016, quando Eataly aprirà i battenti a Londra, Monaco di Baviera e soprattutto Parigi dove è stata trovata la sede e l’accordo è già fatto.

Top secret la location ma certamente sarà un’apertura clamorosa quella di un Eataly nella città che è anche ritenuta l’olimpo della ristorazione mondiale. Nel 2015 magari ci scapperà pure un’apertura in qualche altra città statunitense. Troppe cose da fare per pensare subito a Catania. Ma il ciclone Farinetti non si ferma. E anzi va oltre per fare diventare Eataly il definitivo e consolidato volano del made in Italy nel mondo, almeno per la parte agroalimentare. Dove non esistono competitor ma c’è, e Farinetti lo sa bene, una grande fame di cose italiane da mangiare e da bere. E poi, tra un paio di anni, sarà la volta di Catania. Generalmente Farinetti rispetta i ruolini di marcia. Ed è molto probabile che lo farà anche questa volta.